Dieci anni vissuti a un velocità folle: la vita di Ayrton Senna.

Probabilmente ne abbiamo già parlato, ma vale la pena ripeterlo: a me gli eventi sportivi in televisione emozionano come poche cose al mondo. Ogni volta che vedo qualcuno esultare per una vittoria, mi viene da piangere. Mi colpisce profondamente il successo raggiunto attraverso lo sforzo fisico. A questo, fa eccezione uno e un solo tipo di competizione: le gare automobilistiche. Niente. Nessun tipo di emozione. Sento i rumori della macchine che passano e mi viene da addormentarmi. Meglio della valeriana. Mi è capitato di rimanere bloccato in un letto d’ospedale per due lunghe settimane. Un giorno davano il Gran Premio. L’ho atteso come la manna dal cielo, visto che in ospedale non accade mai nulla di nulla. Dopo quattro giri ho trovato molto più interessante fissare un comodino piuttosto che quella roba lì. Immagino che molti di voi mi considerino un blasfemo, ma non posso farci nulla: secondo me la Formula 1 è una delle cose più noiose che si possano immaginare. Questo per dire la voglia con cui mi sono messo a vedere il documentario di Asif Kapadia intitolato semplicemente Senna.

Essendo un anziano, mi ricordo di quel lontano 1 maggio del 1994 in cui Ayrton Senna da Silva trovò la morte durante il Gran Premio di San Marino in quel di Imola. Mi ricordo la tristezza degli appassionati che piangevano quello che per loro era stato forse il più grande di sempre, un pilota a cui tutti volevano bene. E tutti erano innamorati di Ayrton Senna, non solo perché era fortissimo, ma anche perché era un personaggio effettivamente straordinario, uno di quelli che si vede dalle movenze, dalla sua classe innata che è destinato alla grandezza. Questo lo posso dire oggi, giusto dopo la visione del documentario. Che, dal punto di vista cinematografico, è accurato, ma nulla più. Mi spiego meglio: il film di Kapadia si concentra solo sul Senna pilota, non svela nulla di più di quello che se fossimo stati attenti spettatori all’epoca avremmo potuto sapere. Sullo schermo potete vedere la storia del brasiliano dagli esordi avvenuti nel 1984 fino a quel tragico incidente che gli costò la vita dieci anni dopo.

La cosa interessante è che questo “poco che si vede”, ogni tanto commentato da una semplice voce over, basta e avanza per rendere al meglio la grandissima personalità del personaggio in esame. Non ci si appoggia a commenti odierni di persone informate sui fatti, o di conoscenti (cosa che avrebbe aumentato decisamente il grado “agiografia” dell’operazione). Non ci si lascia tentare, se non brevemente, da sequenze ambientate lontane dai circuiti, dalle gare. La vita di Senna, il suo essere un modello inarrivabile per tutti quelli che impazziscono per la F1, è tutta lì,: tra l’asfalto, dove lottava contro l’avversario di una vita Alain Prost, e gli uffici, dove litigava con il dirigente sportivo presidente della FIA Jean-Marie Balestre. Discussioni che, tristemente, avevano a che fare con la sicurezza dei piloti durante le gare.

Tags: , , , , , , , ,

Inserisci la tua data di nascita e il paese in cui vivi per accedere a Pampero Fundacion.it

Ricordami (non selezionare se stai usando un computer condiviso)

Non sei abbastanza grande per accedere a questo sito!
Formato data non consentito
L’USO DI QUESTO SITO È DEL TUTTO PERSONALE, IN PAESI E TERRITORI IN CUI IL CONSUMO DI
BEVANDE ALCOLICHE È LEGALE, PER PERSONE CHE SONO LEGALMENTE LIBERE DI CONSUMARE
BEVANDE ALCOLICHE. ENTRANDO IN QUESTO SITO TU ACCETTI I TERMINI E CONDIZIONI E LE
REGOLE SULLA PRIVACY. PAMPERO SI IMPEGNA A PROMUOVERE IL BERE RESPONSABILE.